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Il Natale dei più piccoli, all’insegna della gratuità e della condivisione

L'iniziativa organizzata dalla Caritas di Cagliari e dall'Ufficio catechistico, per raccogliere le offerte dei bimbi della Diocesi da destinare ai poveri della Mensa

Il Natale come condivisione, capace di far scoprire la sobrietà, la gratuità del dono, perché “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”. L’iniziativa “Buon Natale se è Natale”, organizzata dalla Caritas di Cagliari, nasce proprio per trasmettere ai più piccoli la gioia del “donare cristiano”, con un occhio di riguardo a chi è meno fortunato: ecco allora, la consegna simbolica di un piccolo salvadanaio all’Arcivescovo, messo da parte durante il periodo dell’avvento, da destinare ai poveri, ai senza fissa dimora, a chi il Natale lo festeggerà alla Mensa della Caritas anziché a casa propria. “Un segno - sottolinea l’Arcivescovo Mani - della partecipazione dei bambini al Natale dei poveri, che portano i frutti dei loro sacrifici”. Nella convinzione che “sensibilizzare i bambini al grande tema della povertà - sottolinea Don Marco Lai, direttore della Caritas di Cagliari - possa diventare un’occasione preziosa per formare alla sobrietà della vita, per sperimentare, come è accaduto a Betlemme, quella reciprocità del dono che fa dire: c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Un percorso di riflessione iniziato la prima domenica d’avvento, grazie alla collaborazione tra le catechiste e la Caritas diocesana: “Abbiamo cercato di far emergere il senso di generosità - spiega Enrica Pierantoni, collaboratrice dell’Ufficio catechistico diocesano -, per far capire che Gesù è in mezzo a noi, nel povero, in chi ha bisogno. Come diceva Sant’Agostino, dobbiamo mettere in fondo al cuore le radici dell’amore e da questo non può che maturare il bene”.

E il messaggio è pienamente arrivato: “Qualcuno, che non è potuto venire a lezione - racconta la Pierantoni -, mi ha telefonato per chiedermi se fosse ancora in tempo per consegnare il suo salvadanaio”. Oltre a quest’ultimo, anche una vera e propria colletta alimentare: olio di oliva, zucchero, caffé, riso. A uno a uno i bambini consegnano cestini e buste all’Arcivescovo. Tra loro, quelli delle Parrocchie della Cattedrale, di Sant’Eulalia, di San Gregorio Magno, della Medaglia miracolosa, dei Santi Giorgio e Caterina. In sottofondo, le musiche del coro di Sant’Eulalia, per ricordare il momento di gioia, “si dice che il canto sia il modo più diretto per arrivare a Dio”, ricorda la Pierantoni.

Una delle bimbe legge qualche riga: “Che il Natale di quest’anno non sia solo luci e doni, gioia di una notte sola. Sotto l’albero dei doni, mettiamo anche un sorriso. E dal Bambino del presepe impariamo a perdonare il male; in fondo che ci vuole? Basta un bacio e un … Buon Natale!”. Una poesia scritta da una delle catechiste. “L’avevo scritta nella scatola che pensavo dovesse contenere i diversi salvadanai - racconta -: poi, invece, questi sono stati consegnati singolarmente, ma una delle bambine ha voluto leggere queste righe, a nome anche dei compagni”.

 

 ( a cura di Maria Chiara Cugusi del Il Portico)