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Ascoltare il disagio, promuovere la speranza. 
La pedagogia dei fatti nella Caritas

Il volume, curato da Sergio Nuvoli, Direttore del settimanale diocesano Il Portico, descrive i servizi della Caritas diocesana con testimonianze di assistiti, operatori e volontari;  contiene, inoltre,  una parte statistica ricavata dalle numerose azioni di ascolto, accoglienza e assistenza,  che mostra quanto sia preoccupante l'evoluzione del profondo malessere sociale dei nostri territori. La finalità della pubblicazione è quella di Informare  per far conoscere quanto caritas in questi ultimi  anni ha promosso e realizzato a Cagliari, ma anche tutti quei segnali preoccupanti che quotidianamente emergono nella vita della comunità ecclesiale e della società civile;  educare “attraverso la pedagogia dei fatti” perchè Caritas rappresenta una esperienza peculiare e propone una modalità insostituibile del processo educativo, quella pratica.  Anche il mondo dei valori, degli ideali e della fede stessa ha bisogno di passare attraverso il crogiuolo dei comportamenti e dell’agire; stimolare la comunità cristiana e le istituzioni a non dimenticare, ma difendere i diritti dei più deboli perchè i poveri e l’amore sono i luoghi attraverso cui Dio parla e ci provoca.

All'incontro di presentazione interverranno Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Cagliari Mons. Giuseppe Mani, Sua Eccellenza il Prefetto di Cagliari Dottor. Giovanni Balsamo, il Direttore della Caritas Diocesana Don Marco Lai,  il Prof. Massimo Deiana Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, il Dottor Franco Manca economista e Responsabile del Centro Studi Caritas, il Vicepresidente del Consiglio Regionale della Sardegna On.le Michele Cossa, il Preg.mo Signor Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, l’Assessore alle Politiche Sociali Dott.ssa Angela Quaquero.

 

 

Sintesi dell'incontro di presentazione a cura di Maria Chiara Cugusi

Capaci di ascoltare e promuovere la speranza, attraverso la “pedagogia dei fatti”

Il dossier dedicato all’attività della Caritas diocesana. Crescono disagio e povertà: oltre cinquemila le persone che hanno chiesto assistenza, oltre centomila pasti erogati, dall’inizio dell’anno

Oltre cinquemila utenti seguiti dai servizi della Caritas diocesana, oltre 100mila pasti erogati dall’inizio dell’anno; tra i bisogni espressi, non solo quelli materiali, ma soprattutto la necessità d’ascolto. Il titolo del volume dedicato all’attività della Caritas di Cagliari, non è scelto a caso: “Ascoltare il disagio, promuovere la speranza. La pedagogia dei fatti nella Caritas”, un modo per raccontare ciò che è stato fatto negli ultimi anni, in un contesto dove “le parole non bastano più”, ha ricordato Don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana, durante la presentazione del volume.

Tra le principali cause di povertà, si conferma al primo posto la disoccupazione, seguita dalla numerosità delle famiglie (quanto più ampie, maggiori i problemi di sussistenza), dai bassi livelli di scolarità e competenze, dalla rottura dei nuclei familiari, che sta assumendo dimensioni sempre più consistenti; sullo sfondo, la crisi internazionale che, nel solo 2009, ha determinato in Sardegna, la riduzione del Pil di quasi cinque punti percentuali. Nei primi dieci mesi di quest’anno, nel territorio della Diocesi di Cagliari si sono affacciati direttamente 5167 soggetti, di cui 3414 italiani e 1730 stranieri. Inoltre, 1500 gli assistiti al centro diocesano di via Po: tra questi, 1300 italiani di cui la maggior parte donne, che “anziché andare al mercato, si rivolgono ai centri di assistenza - sottolinea Franco Manca, economista e volontario Caritas - per garantirsi il necessario per le esigenze quotidiane ”.

Per quanto riguarda i servizi mensa, 106.095 i pasti erogati dal primo gennaio, cioè oltre 10mila al mese: a fine anno si ipotizzano 145mila pasti rispetto agli 80mila del 2006. Complessivamente, 1414 gli utenti seguiti dai 12 centri d’ascolto Caritas, di cui 1005 italiani e 386 stranieri, la maggior parte tra i 35 e i 54 anni; tra le nazionalità più presenti, soprattutto romeni, ucraini, tunisini.

Dati che mettono in evidenza le difficoltà crescenti, di fronte a cui “la Caritas si impegna - sottolinea l’Arcivescovo Mani - grazie a tutti quei volontari, che con competenza e autenticità lavorano per chi ha bisogno”. Ecco allora l’importanza del rendere le opere “parlanti”, secondo l’invito di Benedetto XVI, in occasione del quarantesimo anniversario Caritas: un modo per dare visibilità a quel messaggio pedagogico, che passa “attraverso la concretezza dell’agire - ricorda Don Marco Lai -, per poter essere realmente sentinelle, capaci di intuire, ma anche prevenire le emergenze”. Il tutto, in un’ottica di corresponsabilità e dialogo con gli enti locali, ma anche con la società civile, dalla cooperazione al volontariato. “Se a Cagliari - ricorda Angela Quaquero, assessore alle Politiche sociali della Provincia - episodi gravi come quelli di Firenze non succedono, è perché la Caritas, insieme alle altre istituzioni, da anni, sta portando avanti una rete che lavora sulla cittadinanza, sull’accoglienza, sul confronto”.

Dalle pagine del volume emerge pienamente quello che è lo “spirito Caritas - spiega Sergio Nuvoli, direttore del settimanale Il Portico e curatore del volume - che si ritrova tra le testimonianze degli operatori: la capacità di ascoltare e non semplicemente di sentire, di vedere e non solo di guardare”. Così, la centralità dell’uomo diventa la priorità di un intervento che “non è semplice erogazione di beni e servizi - continua Nuvoli -, ma un tentativo che scende nel cuore della persona, che cerca di intercettarne i bisogni più profondi, che si struttura, si organizza, si adopera, in cui niente è lasciato all’istinto o al puro volontariato”. Ecco allora quelle piccole attenzioni, capaci di stupire, perché tengono conto dell’uomo nella sua totalità. “Oggi si parla tanto della difficoltà di mettere su famiglia - conclude Nuvoli -; colpisce il fatto che al centro diocesano di assistenza, tra le cose da donare, ci siano anche una ventina di abiti da sposa: il povero viene accolto completamente, non solo nei suoi bisogni essenziali, ma anche nei suoi desideri più intimi”