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Prestito della Spranza

Apre a Cagliari l’Ufficio del Prestito della Speranza

Una nuova opportunità per le famiglie in difficoltà

   La crisi economica che ha investito l’intera comunità internazionale e sta incidendo pesantemente sulla situazione sociale di numerose famiglie italiane richiede iniziative straordinarie, da realizzare sia a livello locale sia a livello nazionale. Come la CEI ha bene evidenziato, quelle che stanno soffrendo maggiormente e senza alcuna colpa degli effetti di questa grave situazione sono le membra più deboli: le famiglie più numerose e monoreddito, che all’improvviso si sono viste private dell’unica fonte di sostentamento. Le statistiche elaborate dall’Istat restituiscono cifre preoccupanti.

  Povertà relativa: nel 2007 le famiglie in condizione di povertà relativa sono 2.653.000 (11,1% del totale delle famiglie residenti); il 19% sono composte da almeno 5 membri. Nel 2008 si stima che di tale condizione abbiano sofferto 2.737.00 famiglie (11,3% del totale).

Povertà assoluta: nel 2007 riguardava 975.000 famiglie (il 4,1% dei nuclei familiari residenti), il 10,5% (102.375) con 3 o più figli. Nel 2008 si stima che in tale condizione si siano trovate 1.126.000 famiglie (4,6% del totale).

 

Per far fronte a questa drammatica situazione la Conferenza Episcopale Italiana ha istituito un Fondo Nazionale Straordinario di Garanzia, orientato alle necessità delle famiglie, avviando una iniziativa che testimonia a livello nazionale e locale la carità da cui è sempre animata la Chiesa.

 

   Per assicurare una reale efficacia all’intervento ed evitare il disperdersi delle disponibilità su più fronti, il Fondo individua con precisione i potenziali destinatari di aiuto, indicando compiutamente le caratteristiche delle famiglie in difficoltà che possono ricorrervi: famiglie con almeno tre figli (in età scolare, compresa l’università) o gravate da malattie o disabilità, che abbiano perso l’unica fonte di reddito per la perdita temporanea o anche definitiva del lavoro. Si stima che il numero delle famiglie in queste situazioni sia tra le ventimila e le trentamila.

   Il Fondo è istituito d’intesa con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che ha favorito l’adesione all’iniziativa dei principali istituti di credito. Non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia degli interventi da parte degli istituti di credito aderenti. Si affianca alle attività abitualmente svolte dalle Caritas diocesane e da analoghe iniziative promosse dalle diocesi, senza sostituirle bensì rafforzandole.

   La scelta di concentrarsi sulla famiglia ha in sé un valore educativo e promozionale. Inoltre, essendo un ambito limitato, permette di ottimizzare le risorse disponibili, che sono comunque contenute, evitando azioni di supplenza rispetto ai compiti dello Stato.

   La modalità di intervento prevede che a ciascuna famiglia richiedente, dopo averne accertato il possesso dei requisiti, possa essere erogato un contributo massimo di cinquecento euro mensili per un anno, per un totale di seimila euro, finalizzato alla realizzazione di un percorso concordato per il reimpiego o l’autoimprenditorialità. In caso di permanenza delle condizioni di necessità, tale contributo potrà essere prorogato per un secondo anno e per lo stesso importo.

   Per favorire i progetti di reimpiego e l’autoimprenditorialità l’accordo nazionale prevede il coinvolgimento della rete italiana dei BIC e della rete dei CSL.

Nell’ambito della procedura delineata dai promotori dell’iniziativa, ciascuna Caritas diocesana è stata invitata ad attivare uno specifico network territoriale, idoneo ad intercettare il maggior numero di potenziali fruitori del beneficio e a perseguire la massima efficacia dell’intervento.

   La Caritas diocesana di Cagliari ha conseguentemente attivato una rete di collaborazione con una serie di soggetti istituzionalmente impegnati nel sostegno alle fasce sociali più deboli e aventi finalità coerenti con i percorsi operativi previsti dagli interventi:

-  le ACLI (Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani)

-  il BIC (Business Innovation Center) Sardegna

-  le Organizzazioni Sindacali

-  i Centri per i Servizi del Lavoro

-  Sviluppo Italia Sardegna

-  la VoBIS (Volontari Bancari per le Iniziative nel Sociale)

Le persone interessate ad usufruire di tale opportunità e che ritengano di possedere i requisiti, possono scrivere a  prestitodellasperanzaca@alice.it

Informazioni sull’iniziativa potranno anche essere richieste presso le Parrocchie della Diocesi, gli uffici e i Centri di Ascolto della Caritas Diocesana. Per chi volesse saperne di più, sono anche consultabili i seguenti siti web:

www.prestitodellasperanza.it

www.abi.it (nella sezione Accordo ABI-CEI)

 Manifesto Prestito della Speranza (pdf)

 Requisiti Prestito della Speranza  (pdf)